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Un felice equilibrio tra la reintegrazione dell’immagine e un uso comunitario degli spazi condominiali. Sono passati più di dieci anni da un attento restauro che ha recuperato i caratteri figurativi e cromatici del villino della cooperativa, progettato nei primi anni ’50 da un allora giovane architetto romano, interprete di una aggiornata ricerca tipologica con un linguaggio sospeso fra geometria e materia. La presa di coscienza del valore architettonico dell’edificio, ha sensibilizzato i suoi abitanti verso l’uso degli spazi collettivi come autentici luoghi comunitari, fino a realizzare, nel vuoto della passata pandemia, una piccola biblioteca condominiale, che vive di donazioni familiari e della comunità di vicinato. Così, sui lunghi pianerottoli della scala, gli scaffali divengono sfondo delle vetrate dando forma a un nascente «anfiteatro di libri» aperto verso la città.
Note
- * Information in English available on request



